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La storia del Comune di Mezzojuso è sicuramente molto
articolata e ricca di controversie, queste ultime originate in primo
luogo dall’interpretazione etimologica del nome.
Diverse sono state le interpretazioni date dagli storici
locali e non al nome di Mezzojuso: Manzil Yûsuf, Mensel Jusuf, Menzil
Jusuf, ecc. ma, nonostante le varie alterazioni e deformazioni,
l’origine araba del nome è accertata e variamente interpretata come:
“abitazione”, “casale”, “villaggio”, mentre Yûsuf, in onore dell’emiro
di Sicilia Abu al Fatah Yûsuf, rimane sempre invariato e tradotto come
Giuseppe.
Diverse, originariamente, furono le tesi sul primo
insediamento umano e, quindi sulla prima formazione del centro abitato
ma successivamente tutte le indicazioni storiche e i documenti
d’archivio portarono ad una tesi avvalorata da più parti e cioè che
Menzil Jusuf è quel casale che gli albanesi trovarono nel luogo in cui
era stato costruito dagli arabi e che essi ripopolarono. L’esistenza del
feudo di Mezzojuso prima dell’arrivo degli albanesi pertanto è
storicamente accertata, infatti, dopo la dominazione musulmana del X
secolo subentrarono i Normanni i quali costruirono una chiesa per
ripristinare la religione cristiana e cancellare il ricordo dei
musulmani. E’ accertato inoltre che Ruggero II nel 1132 donò i feudi di
Mezzojuso e Scorciavacca col casale e i suoi abitanti al monastero di
San Giovanni degli Eremiti di Palermo.
Il periodo compreso tra la fine del XIII secolo e la prima
metà del XV secolo è il più oscuro per ciò che riguarda le notizie
storiche del paese, pochi infatti sono i documenti a noi pervenuti.
Da questi documenti si evince che il periodo in questione fu
caratterizzato da un rapido spopolamento del feudo in seguito alla peste
e alle guerre causate dal Vespro, tant’è vero che nel 1442, quando fu
fatta la numerazione dei fuochi per la riscossione di una colletta, il
feudo di Mezzojuso non fu preso in considerazione. Durante questo
periodo di spopolamento il feudo era abitato da pochi contadini e tutto
gravava sulle spalle del Monastero di San Giovanni degli Eremiti, ecco
perché era interesse del Monastero ripopolare il feudo.
La fuga degli albanesi dalla loro patria, in seguito all’invasione
turca, fu vista dai feudatari siciliani come una possibilità per
ripopolare il feudo con una forza - lavoro notevole per i campi.
Gli albanesi, stanziatisi nel feudo di Mezzojuso, dopo qualche tempo,
richiamarono le loro famiglie dall’Albania e cominciarono la
ricostruzione di case, quartieri, altri edifici e di una chiesa.
Nel 1501 gli abitanti di Mezzojuso stipularono “le
Capitolazioni” col Monastero di San Giovanni degli Eremiti e nel 1526 il
feudo di Mezzojuso fu dato in enfiteusi alla famiglia Corvino fino al
1832, quando l’ultimo dei Corvino, Don Francesco Paolo Corvino Filangeri,
morì senza lasciare eredi. Con la morte dell’ultimo dei Corvino decadde
il principato conferito da Filippo IV a Don Blasco Corvino Sabea nel
1634 e si estinse inoltre la feudalità a Mezzojuso.
Mezzojuso è stato al centro di altre vicende storiche, come
la rivolta contro i Borboni nel 1856 durante la quale venne fucilato
Francesco Bentivegna, inoltre, nel 1860, Michelangelo Barone, cittadino
di Mezzojuso fu una delle XIII vittime della piazza omonima di Palermo.
Altre vicende ancora hanno lasciato il loro ricordo nei
monumenti e nelle lapidi votive, come ad esempio una lapide ove è
segnata la sosta di Garibaldi in una casa del centro abitato.
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