Pro Loco Mezzojuso
realizzato e curato da: Vincenzo di Grigoli

Tradizioni ed Eventi

Gennaio

“A vulàta d’à palumma” o “Festa dell’acqua battiata”

secondo il rito greco - bizantino.

E’

una

delle

funzioni

più

originali

del

rito

greco

-

bizantino

e

si

svolge

due

volte,

la

sera

del

5

Gennaio

in

chiesa

e

la

mattina

del

6

Gennaio

in

piazza,

davanti

la

porta

principale

della

Chiesa

di

San

Nicolò

di

Mira.

Durante

la

celebrazione,

una

candida

colomba

discende

lentamente,

attraverso

una

corda

che

dall’alto

di

un

balcone

si

collega

ad

un

fonte

battesimale

disposto

davanti

la

chiesa.

Questo

momento

liturgico

ricorda

il

battesimo

di

Gesù

nel

Giordano

e

la

discesa

dello

Spirito

Santo

che

assume

le

sembianze

di

una

colomba.

La

cerimonia

si

conclude

con

la

benedizione

dei

fedeli

e

la

distribuzione a quest’ultimi di arance.

Febbraio

Ultima domenica di Carnevale

Il Mastro di Campo

La pantomima Ore 14,30 il Re e la Regina con il corteo reale fa il suo ingresso, avvia le danze in piazza e poi sale su un palco che funge da Castello. Intanto appaiono le maschere legate alla tradizione: u Rimitu, i Maghi, le Giardiniere, in piazza arrivano gli Ingegneri armati di strumenti di agrimensura e iniziano a misurare la distanza da un punto ipotetico della piazza in cui il Mastro di Campo potrà piazzare l’artiglieria. Arriva il Mastro di Campo al ritmo marziale del tamburo, con al seguito: il Tammurinaru, l’Ambasciatore, Garibaldi con i Garibaldini, il Capitano d’artiglieria, il Barone e la Baronessa seguiti dai loro uomini: Camperi, Soprastanti, Vurdunaru, Curatulu, Sfacinnatu, infine la Cavalleria. Il Mastro di Campo invia con l’Ambasciatore una lettera di sfida al Re, alla risposta del Re il Mastro di Campo inizia le ostilità seguite da una danza guerresca, ritmata dal tamburo, a cui si aggiunge la carica di Garibaldi e i suoi Garibaldini, il Foforio, oltre a mantenere l’ordine pubblico, sequestra i benestanti e li rilascia dietro pagamento di un riscatto (dolci o liquori). Nel primo tempo il Mastro di Campo sale la scala (due volte) del Castello del Re con il quale si scontra in un duello, nel duello centrale il Mastro di Campo viene ferito in fronte, il tamburo suona “a rullo”, il Generale tutto tremante allarga le braccia e si lascia cadere nel vuoto: termina la prima parte della rappresentazione. I Maghi scavano sotto il Castello e trovano la Trovatura (un cantaru di maccheroni e salsiccia) che, al grido di “foriu”, offrono alla folla; il Mastro di Campo, guarito dalle ferite, rientra in piazza con il suo esercito e riprende la battaglia. Le scene dei vari personaggi si ripropongono uguali al primo tempo. Il Re, tradito dall’Artificiere, viene sopraffatto e incatenato dal Mastro di Campo penetrato furtivamente nel Castello, il Mastro di Campo si smaschera e corona il suo sogno d’amore abbracciando l’amata Regina. Si conclude la pantomima del Mastro di Campo e si avvia il corteo che si snoderà per le vie del paese. 18 - 19 Marzo Festeggiamenti in onore di San Giuseppe Benedizione e distribuzione dei “Panuzza” di San Giuseppe. La sera del 18 marzo, nella chiesa dell’Annunziata si svolge la funzione dei “tocchi di San Giuseppe” che rappresenta il trapasso del Santo: nove rintocchi annunziano l’agonia, mentre il rullo del tamburo e lo sparo del mortaretto, che sono segni di festa, hanno il significato che alla tristezza della morte fa seguito il trionfo in cielo. Si è persa l’usanza di fare la “tavolata” mentre è ancora in uso la “minestra di San Giuseppe” preparata dai “fratelli” con diversi tipi di verdure e di legumi che viene benedetta subito dopo la messa solenne del 19 Marzo e mentre in passato era destinata ai poveri del paese, oggi tutti i fedeli si affollano con devozione per assaggiarla. Nella settimana che precede i festeggiamenti del 19 marzo, vengono preparati i “panuzza” di S. Giuseppe, dei panini di forma rotonda, piuttosto schiacciati con un diametro di circa 5 cm. Sono realizzati con farina comune, olio sale e semi di finocchio selvatico e hanno impressa l’immagine della Sacra Famiglia. Vengono benedetti ed esposti alla visita dei fedeli la vigilia dopo “i tocchi” e distribuiti dai confratelli a tutte le famiglie del paese la mattina del 19 Marzo. Tale distribuzione rappresenta la Provvidenza del Santo che arriva in tutte le famiglie. Le sacre ricorrenze del 23 Gennaio (Sposalizio di San Giuseppe) e del 19 Marzo hanno un carattere esclusivamente religioso. La settimana Santa Sabato di S. Lazzaro “O mirë mbrëma”. Un coro percorre le vie cittadine al canto, in lingua albanese, di “O mirë mbrëma” narrante la resurrezione di Lazzaro. In passato si svolgeva la settimana che precedeva la Domenica delle Palme, dal mercoledì al Sabato, oggi si svolge il Venerdì Santo in un’unica sera. Il coro, si sposta di casa in casa e alla fine del canto vengono offerte delle uova. Giovedì Santo Processione della Statua dell’Addolorata Ha luogo il Giovedì Santo ed è unica nel suo genere poiché sembra che in nessun altro luogo si porti in processione la Statua di Maria Santissima Addolorata tale giorno. Approssimandosi l’ora della Processione, dalla Chiesa Madre latina, dove si trova la Statua dell’Addolorata, comincia a sentirsi il caratteristico suono della tromba seguita da alcuni colpi di tamburo, che annunziano che l’ora della processione è vicina. Partecipano alla processione i “fratelli” che indossano un “abitino” di colore nero, appartenente alla Confraternita e le “sorelle dell’Addolorata”, che indossano un abito nero, con un nastro bianco attorno al collo che sorregge una medaglia recante l’effigie dell’Addolorata e un velo nero che ricopre la testa. Nella piazza, ove trovasi la chiesa Madre, vengono spente tutte le luci, compare così davanti la porta della chiesa l’Addolorata nel suo magnifico manto di velluto nero ricamato in oro, posta sul fercolo illuminato e addobbato con centinaia di fiori. All’apparire della Madonna la banda musicale, che si trova davanti la chiesa, intona una marcia funebre, improvvisamente si accendono dei fuochi di bengala a colori che illuminano il prospetto del Castello adiacente alla chiesa e una nuvola di fumo si spande per l’atmosfera rendendola ancora più mesta. La statua dell’Addolorata viene portata a spalla da giovani che indossano un abito nero, camicia e guanti bianchi e cravatta nera. Venerdì Santo Processione dell’Urna con il Cristo morto Una grande folla assiste all’uscita dell’Urna con il Cristo morto dalla chiesa Madre greca, mentre poco prima, dalla chiesa del Crocifisso, esce la statua dell’Addolorata dei greci accompagnata in processione da alcuni fedeli che indossano le cappe di colore bianco. Partecipano alla processione i “fratelli” del SS. Crocifisso che indossano il proprio “abitino” di colore rosso con un medaglione recante l’effige della croce greca. Nel centro della piazza, dove sono state spente tutte le luci per creare un’atmosfera di raccoglimento, avviene l’incontro di Maria SS. Addolorata con l’Urna recante il Cristo morto. A questo punto la Processione diventa unica, davanti l’Urna e dietro la statua dell’Addolorata le quali percorrono le strade principali del paese. L’Urna con il Cristo morto, viene portata a spalla da giovani che indossano abito, cravatta e guanti neri e camicia bianca. Al rientro della processione in piazza vengono spente nuovamente le luci e si ripete la stessa atmosfera di raccoglimento dell’uscita. Sabato Santo “Cristòs Anèsti” Nella notte tra il Sabato e la Domenica di Pasqua, un coro percorre le vie cittadine al canto, in lingua greca, del “Cristòs Anèsti” (Cristo è risorto), annunziante la resurrezione di cristo. La cerimonia si snoda in un’atmosfera di raccoglimento e di suggestione determinata dai canti, dall’incenso e dal canto del Vangelo in diverse lingue. Pasqua Caratteristici i riti nelle varie chiese. In quella di San Nicolò di Mira di rito greco - bizantino vengono distribuite le uova dipinte di rosso. T erza Domenica di Maggio Fiera del SS. Crocifisso La fiera del SS. Crocifisso, comunemente conosciuta come “fiera di Maggio” era una “fiera franca”. Essa si svolgeva e si svolge tuttora la terza Domenica di Maggio, data fissata dal re Ferdinando II che ne autorizzò la celebrazione con decreto del 23 Agosto 1844. La festa ha inizio la seconda Domenica di Maggio con “l’appizzatina ‘ru Paliu”, cioè l’esposizione del Palio, una bandiera albanese di panno rosso con al centro un aquila bicipite nera che viene issata nel campanile della chiesa a mezzogiorno. La mattina della festa nella chiesa del SS. Crocifisso si celebra una solenne liturgia in rito greco - bizantino al termine della quale si svolge “a cunnutta”, una sorta di sfilata di torce e di regali (ex voto - biancheria d’altare ed altro) appartenenti alla Confraternita. Conclude la sfilata “la retina” dei muli, che portano basti e bisacce, decorati con fregi e ricami pregiati, ricolmi di grano. La sera si svolge la processione della Vara, ovvero un baldacchino decorato e ricoperto d’oro nel quale si trova una crocifisso d’argento con l’anima di legno di faggio. Dopo la processione la Vara resta esposta al culto per l’Ottavario durante il quale, ogni sera, un predicatore tiene delle omelie. L’Ottavario si conclude la Domenica successiva con la processione che percorre le vie secondarie del paese. La festa si conclude il Lunedì successivo con “‘a chiusura ‘ra vara”, una cerimonia religiosa alla quale intervengono numerosissimi fedeli. Luglio - Agosto - Settembre Estate “Mezzojusara” e Notte bianca Durante i mesi estivi il Comune di Mezzojuso, in collaborazione con le Associazioni culturali locali, organizza diverse attività ricreative all’aperto, tra cui cinema, teatri, spettacoli musicali, sfilate di moda, tornei di calcetto, pallavolo e altro ancora che contribuiscono ad allietare le calde serate estive. Appuntamento clou di tutta la manifestazione è la Notte bianca che si svolge nel mese di Agosto. 27 Agosto - Festeggiamenti in onore di San Giuseppe L’inizio della festa viene segnalato la settimana precedente con “l’appizzatina d’ù paliu” cioè con l’esposizione del palio, bandiera di tela bianca con una croce rossa, nella parte alta del campanile della chiesa dell’Annunziata. Il palio viene esposto a mezzogiorno mentre le campane suonano a festa accompagnate dal rullo dei tamburi e dagli spari dei mortaretti. Ha inizio così il novenario in chiesa, che si conclude con la processione solenne l’ultima domenica di Agosto. Di notevole importanza, anche per il suo aspetto folkloristico, è “a cunnutta” ovvero la condotta dei ceri e dei regali che si svolge dopo la messa solenne. La Confraternita detiene un numero considerevole di “torce”, grossi ceri che hanno impresse immagini Sacre, che vengono portati in processione per devozione o per ex voto. Vi è anche la condotta dei regali: campanelle d’argento, biancheria d’altare, ex voto d’argento e d’oro appartenenti alla Confraternita. Conclude la processione la “retina dei muli” composta da dieci muli che portano basti e bisacce decorati con ricami e fregi di particolare finezza e numerosi sonagli. Le bisacce sono piene di grano, che è stato raccolto dai confrati durante l’anno soprattutto nel periodo del raccolto. La sera dell’ultima Domenica di Agosto si svolge la processione di San Giuseppe ovvero, del simulacro della Sacra Famiglia. 8 Settembre - Festeggiamenti in onore di Maria SS. dei Miracoli I festeggiamenti in onore di Maria SS. dei Miracoli si celebrano a Mezzojuso l’8 Settembre, giorno in cui la chiesa celebra la Natività della Vergine Maria. La festa in passato era una delle antiche fiere franche come quella del SS. Crocifisso, di Santa Maria di Tutte le Grazie e di San Giuseppe. Da sempre conosciuta come “’a fera ri Settembri” essa è una delle feste più sentite nel nostro paese per la devozione che tutta la popolazione nutre verso la Vergine miracolosa. La mattina dell’8 Settembre, dopo la messa solenne, si svolge la “torceria”, processione di fedeli disposti su due file recanti in mano dei grossi ceri di appartenenza della Confraternita. La processione attraversa le vie principali del paese. La sera si svolge la solenne processione con la presenza dei “fratelli” e delle “sorelle” che, indossano l’abitino di colore azzurro. La festa continua la settimana seguente con l’Ottavario che si svolge in chiesa a conclusione del quale il 15 Settembre viene portato nuovamente in processione il Simulacro della Madonna dei Miracoli. Ottobre, ultimo week end Sagra della Castagna Diventato uno degli appuntamenti più importanti della Provincia, ogni anno richiama migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia.
Pro Loco Mezzojuso
realizzato e curato da: Vincenzo di Grigoli

Tradizioni ed Eventi

Gennaio

“A

vulàta

d’à

palumma”

o

“Festa

dell’acqua

battiata”

secondo

il

rito

greco - bizantino.

E’

una

delle

funzioni

più

originali

del

rito

greco

-

bizantino

e

si

svolge

due

volte,

la

sera

del

5

Gennaio

in

chiesa

e

la

mattina

del

6

Gennaio

in

piazza,

davanti

la

porta

principale

della

Chiesa

di

San

Nicolò

di

Mira.

Durante

la

celebrazione,

una

candida

colomba

discende

lentamente,

attraverso

una

corda

che

dall’alto

di

un

balcone

si

collega

ad

un

fonte

battesimale

disposto

davanti

la

chiesa.

Questo

momento

liturgico

ricorda

il

battesimo

di

Gesù

nel

Giordano

e

la

discesa

dello

Spirito

Santo

che

assume

le

sembianze

di

una

colomba.

La

cerimonia

si

conclude

con

la

benedizione

dei

fedeli

e

la

distribuzione

a

quest’ultimi

di arance.

Febbraio

Ultima domenica di Carnevale

Il Mastro di Campo

La pantomima Ore 14,30 il Re e la Regina con il corteo reale fa il suo ingresso, avvia le danze in piazza e poi sale su un palco che funge da Castello. Intanto appaiono le maschere legate alla tradizione: u Rimitu, i Maghi, le Giardiniere, in piazza arrivano gli Ingegneri armati di strumenti di agrimensura e iniziano a misurare la distanza da un punto ipotetico della piazza in cui il Mastro di Campo potrà piazzare l’artiglieria. Arriva il Mastro di Campo al ritmo marziale del tamburo, con al seguito: il Tammurinaru, l’Ambasciatore, Garibaldi con i Garibaldini, il Capitano d’artiglieria, il Barone e la Baronessa seguiti dai loro uomini: Camperi, Soprastanti, Vurdunaru, Curatulu, Sfacinnatu, infine la Cavalleria. Il Mastro di Campo invia con l’Ambasciatore una lettera di sfida al Re, alla risposta del Re il Mastro di Campo inizia le ostilità seguite da una danza guerresca, ritmata dal tamburo, a cui si aggiunge la carica di Garibaldi e i suoi Garibaldini, il Foforio, oltre a mantenere l’ordine pubblico, sequestra i benestanti e li rilascia dietro pagamento di un riscatto (dolci o liquori). Nel primo tempo il Mastro di Campo sale la scala (due volte) del Castello del Re con il quale si scontra in un duello, nel duello centrale il Mastro di Campo viene ferito in fronte, il tamburo suona “a rullo”, il Generale tutto tremante allarga le braccia e si lascia cadere nel vuoto: termina la prima parte della rappresentazione. I Maghi scavano sotto il Castello e trovano la Trovatura (un cantaru di maccheroni e salsiccia) che, al grido di “foriu”, offrono alla folla; il Mastro di Campo, guarito dalle ferite, rientra in piazza con il suo esercito e riprende la battaglia. Le scene dei vari personaggi si ripropongono uguali al primo tempo. Il Re, tradito dall’Artificiere, viene sopraffatto e incatenato dal Mastro di Campo penetrato furtivamente nel Castello, il Mastro di Campo si smaschera e corona il suo sogno d’amore abbracciando l’amata Regina. Si conclude la pantomima del Mastro di Campo e si avvia il corteo che si snoderà per le vie del paese. 18 - 19 Marzo Festeggiamenti in onore di San Giuseppe Benedizione e distribuzione dei “Panuzza” di San Giuseppe. La sera del 18 marzo, nella chiesa dell’Annunziata si svolge la funzione dei “tocchi di San Giuseppe” che rappresenta il trapasso del Santo: nove rintocchi annunziano l’agonia, mentre il rullo del tamburo e lo sparo del mortaretto, che sono segni di festa, hanno il significato che alla tristezza della morte fa seguito il trionfo in cielo. Si è persa l’usanza di fare la “tavolata” mentre è ancora in uso la “minestra di San Giuseppe” preparata dai “fratelli” con diversi tipi di verdure e di legumi che viene benedetta subito dopo la messa solenne del 19 Marzo e mentre in passato era destinata ai poveri del paese, oggi tutti i fedeli si affollano con devozione per assaggiarla. Nella settimana che precede i festeggiamenti del 19 marzo, vengono preparati i “panuzza” di S. Giuseppe, dei panini di forma rotonda, piuttosto schiacciati con un diametro di circa 5 cm. Sono realizzati con farina comune, olio sale e semi di finocchio selvatico e hanno impressa l’immagine della Sacra Famiglia. Vengono benedetti ed esposti alla visita dei fedeli la vigilia dopo “i tocchi” e distribuiti dai confratelli a tutte le famiglie del paese la mattina del 19 Marzo. Tale distribuzione rappresenta la Provvidenza del Santo che arriva in tutte le famiglie. Le sacre ricorrenze del 23 Gennaio (Sposalizio di San Giuseppe) e del 19 Marzo hanno un carattere esclusivamente religioso. La settimana Santa Sabato di S. Lazzaro “O mirë mbrëma”. Un coro percorre le vie cittadine al canto, in lingua albanese, di “O mirë mbrëma” narrante la resurrezione di Lazzaro. In passato si svolgeva la settimana che precedeva la Domenica delle Palme, dal mercoledì al Sabato, oggi si svolge il Venerdì Santo in un’unica sera. Il coro, si sposta di casa in casa e alla fine del canto vengono offerte delle uova. Giovedì Santo Processione della Statua dell’Addolorata Ha luogo il Giovedì Santo ed è unica nel suo genere poiché sembra che in nessun altro luogo si porti in processione la Statua di Maria Santissima Addolorata tale giorno. Approssimandosi l’ora della Processione, dalla Chiesa Madre latina, dove si trova la Statua dell’Addolorata, comincia a sentirsi il caratteristico suono della tromba seguita da alcuni colpi di tamburo, che annunziano che l’ora della processione è vicina. Partecipano alla processione i “fratelli” che indossano un “abitino” di colore nero, appartenente alla Confraternita e le “sorelle dell’Addolorata”, che indossano un abito nero, con un nastro bianco attorno al collo che sorregge una medaglia recante l’effigie dell’Addolorata e un velo nero che ricopre la testa. Nella piazza, ove trovasi la chiesa Madre, vengono spente tutte le luci, compare così davanti la porta della chiesa l’Addolorata nel suo magnifico manto di velluto nero ricamato in oro, posta sul fercolo illuminato e addobbato con centinaia di fiori. All’apparire della Madonna la banda musicale, che si trova davanti la chiesa, intona una marcia funebre, improvvisamente si accendono dei fuochi di bengala a colori che illuminano il prospetto del Castello adiacente alla chiesa e una nuvola di fumo si spande per l’atmosfera rendendola ancora più mesta. La statua dell’Addolorata viene portata a spalla da giovani che indossano un abito nero, camicia e guanti bianchi e cravatta nera. Venerdì Santo Processione dell’Urna con il Cristo morto Una grande folla assiste all’uscita dell’Urna con il Cristo morto dalla chiesa Madre greca, mentre poco prima, dalla chiesa del Crocifisso, esce la statua dell’Addolorata dei greci accompagnata in processione da alcuni fedeli che indossano le cappe di colore bianco. Partecipano alla processione i “fratelli” del SS. Crocifisso che indossano il proprio “abitino” di colore rosso con un medaglione recante l’effige della croce greca. Nel centro della piazza, dove sono state spente tutte le luci per creare un’atmosfera di raccoglimento, avviene l’incontro di Maria SS. Addolorata con l’Urna recante il Cristo morto. A questo punto la Processione diventa unica, davanti l’Urna e dietro la statua dell’Addolorata le quali percorrono le strade principali del paese. L’Urna con il Cristo morto, viene portata a spalla da giovani che indossano abito, cravatta e guanti neri e camicia bianca. Al rientro della processione in piazza vengono spente nuovamente le luci e si ripete la stessa atmosfera di raccoglimento dell’uscita. Sabato Santo “Cristòs Anèsti” Nella notte tra il Sabato e la Domenica di Pasqua, un coro percorre le vie cittadine al canto, in lingua greca, del “Cristòs Anèsti” (Cristo è risorto), annunziante la resurrezione di cristo. La cerimonia si snoda in un’atmosfera di raccoglimento e di suggestione determinata dai canti, dall’incenso e dal canto del Vangelo in diverse lingue. Pasqua Caratteristici i riti nelle varie chiese. In quella di San Nicolò di Mira di rito greco - bizantino vengono distribuite le uova dipinte di rosso. T erza Domenica di Maggio Fiera del SS. Crocifisso La fiera del SS. Crocifisso, comunemente conosciuta come “fiera di Maggio” era una “fiera franca”. Essa si svolgeva e si svolge tuttora la terza Domenica di Maggio, data fissata dal re Ferdinando II che ne autorizzò la celebrazione con decreto del 23 Agosto 1844. La festa ha inizio la seconda Domenica di Maggio con “l’appizzatina ‘ru Paliu”, cioè l’esposizione del Palio, una bandiera albanese di panno rosso con al centro un aquila bicipite nera che viene issata nel campanile della chiesa a mezzogiorno. La mattina della festa nella chiesa del SS. Crocifisso si celebra una solenne liturgia in rito greco - bizantino al termine della quale si svolge “a cunnutta”, una sorta di sfilata di torce e di regali (ex voto - biancheria d’altare ed altro) appartenenti alla Confraternita. Conclude la sfilata “la retina” dei muli, che portano basti e bisacce, decorati con fregi e ricami pregiati, ricolmi di grano. La sera si svolge la processione della Vara, ovvero un baldacchino decorato e ricoperto d’oro nel quale si trova una crocifisso d’argento con l’anima di legno di faggio. Dopo la processione la Vara resta esposta al culto per l’Ottavario durante il quale, ogni sera, un predicatore tiene delle omelie. L’Ottavario si conclude la Domenica successiva con la processione che percorre le vie secondarie del paese. La festa si conclude il Lunedì successivo con “‘a chiusura ‘ra vara”, una cerimonia religiosa alla quale intervengono numerosissimi fedeli. Luglio - Agosto - Settembre Estate “Mezzojusara” e Notte bianca Durante i mesi estivi il Comune di Mezzojuso, in collaborazione con le Associazioni culturali locali, organizza diverse attività ricreative all’aperto, tra cui cinema, teatri, spettacoli musicali, sfilate di moda, tornei di calcetto, pallavolo e altro ancora che contribuiscono ad allietare le calde serate estive. Appuntamento clou di tutta la manifestazione è la Notte bianca che si svolge nel mese di Agosto. 27 Agosto - Festeggiamenti in onore di San Giuseppe L’inizio della festa viene segnalato la settimana precedente con “l’appizzatina d’ù paliu” cioè con l’esposizione del palio, bandiera di tela bianca con una croce rossa, nella parte alta del campanile della chiesa dell’Annunziata. Il palio viene esposto a mezzogiorno mentre le campane suonano a festa accompagnate dal rullo dei tamburi e dagli spari dei mortaretti. Ha inizio così il novenario in chiesa, che si conclude con la processione solenne l’ultima domenica di Agosto. Di notevole importanza, anche per il suo aspetto folkloristico, è “a cunnutta” ovvero la condotta dei ceri e dei regali che si svolge dopo la messa solenne. La Confraternita detiene un numero considerevole di “torce”, grossi ceri che hanno impresse immagini Sacre, che vengono portati in processione per devozione o per ex voto. Vi è anche la condotta dei regali: campanelle d’argento, biancheria d’altare, ex voto d’argento e d’oro appartenenti alla Confraternita. Conclude la processione la “retina dei muli” composta da dieci muli che portano basti e bisacce decorati con ricami e fregi di particolare finezza e numerosi sonagli. Le bisacce sono piene di grano, che è stato raccolto dai confrati durante l’anno soprattutto nel periodo del raccolto. La sera dell’ultima Domenica di Agosto si svolge la processione di San Giuseppe ovvero, del simulacro della Sacra Famiglia. 8 Settembre - Festeggiamenti in onore di Maria SS. dei Miracoli I festeggiamenti in onore di Maria SS. dei Miracoli si celebrano a Mezzojuso l’8 Settembre, giorno in cui la chiesa celebra la Natività della Vergine Maria. La festa in passato era una delle antiche fiere franche come quella del SS. Crocifisso, di Santa Maria di Tutte le Grazie e di San Giuseppe. Da sempre conosciuta come “’a fera ri Settembri” essa è una delle feste più sentite nel nostro paese per la devozione che tutta la popolazione nutre verso la Vergine miracolosa. La mattina dell’8 Settembre, dopo la messa solenne, si svolge la “torceria”, processione di fedeli disposti su due file recanti in mano dei grossi ceri di appartenenza della Confraternita. La processione attraversa le vie principali del paese. La sera si svolge la solenne processione con la presenza dei “fratelli” e delle “sorelle” che, indossano l’abitino di colore azzurro. La festa continua la settimana seguente con l’Ottavario che si svolge in chiesa a conclusione del quale il 15 Settembre viene portato nuovamente in processione il Simulacro della Madonna dei Miracoli. Ottobre, ultimo week end Sagra della Castagna Diventato uno degli appuntamenti più importanti della Provincia, ogni anno richiama migliaia di visitatori provenienti da tutta la Sicilia.